Dolore alla Spalla Cronico? Scopri per scoprire se la fonte del tuo problema è questo.

Dolore alla Spalla Cronico? Scopri per scoprire se la fonte del tuo problema è questo.

Con questo articolo ti voglio aiutare. 

Leggi bene.

Hai dolore e fastidi forti localizzati alla spalla mentre ti muovi normalmente?

Questo sintomo si presenta durante lo svolgimento di gesti quotidiani come sollevare il braccio o indossare la maglietta?

Sono Luca Favali, fisioterapista di Fisioterapia & Medicina, in questo articolo voglio spiegarti quale potrebbe essere una possibile causa di questo dolore fortemente invalidante.

Te lo svelo subito: si chiama Sindrome da Impingement Subacromiale.

Questo è il nome della causa più frequente di dolore alla spalla.

Questa condizione patologica è correlata ad un'alterazione anatomica della spalla (acromion) e/o funzionale della cuffia dei rotatori, un gruppo di quattro muscoli (sovraspinoso, sottospinoso, sottoscapolare e piccolo rotondo) che ”avvolgono” la testa dell’omero stabilizzandola durante i movimenti. I loro rispettivi tendini passano attraverso uno spazio ristretto compreso tra due strutture ossee, l'acromion della scapola e la parte superiore della testa dell'omero. 

Se quest'area si restringe, si crea una compressione dei tendini che si traduce in dolore alla spalla, dolore particolarmente evidente durante uno sforzo con il braccio alzato oltre la testa.

Come essere certi che la causa del vostro sintomo sia l’impingement subacromiale?

Beh sicuramente per fugare ogni dubbio dovresti rivolgerti ad un fisioterapista o ad un medico fisiatra o ortopedico.

Nel mentre provo a suggerirti alcuni chiarimenti per capire se questo possa essere veramente il tuo problema.

Il dolore da inpingement subacromiale raramente insorge all’improvviso ma gradualmente aumenta nel tempo.

Ma è l’unico sintomo?

Non necessariamente, a questa patologia sono spesso associati anche debolezza muscolare crescente, riduzione del movimento e gonfiore locale.

Questa condizione colpisce maggiormente soggetti che svolgono attività overhead (sopra la testa) ripetitive, sia che esse siano sport (baseball, pallavolo, lancio del giavellotto, nuoto…) o lavori come la carpenteria o gli imbianchini.

Tra i fattori di rischio principali per sviluppare questa condizione clinica sono inclusi:

  1. Tutti i lavori,gli sport o le attività pesanti e ripetitive che coinvolgono gli arti superiori
  2. Varianti anatomiche
  3. Errato funzionamento della spalla (Discinesia scapolo toracica)
  4. La mancanza di un adeguato riposo (tempi di recupero)
  5. Sovrappeso, diabete e ipercolesterolemia
  6. Età avanzata (l’incidenza aumenta notevolmente dopo i 50 anni)

Ora ti starai chiedendo, una volta individuata la causa del problema, cosa si può fare per risolverlo?

Ora ti spiego.

Continua a leggere, manca veramente poco.

Gli studi più recenti hanno evidenziato nel trattamento conservativo, quindi non chirurgico, la strategia migliore.

Ovvero un programma personalizzato di esercizio funzionale e terapia manuale associati eventualmente a terapia fisica.

Per esercizio funzionale intendiamo una batteria di esercizi con carichi progressivi utilizzando elastici o pesetti, al fine di riabituare i tendini lesionati al carico. 

Per ridurre il dolore, si può agire anche passivamente con la terapia fisica, gli ultrasuoni abitualmente danno buoni risultati.

Un consiglio che voglio darti è di avere pazienza perché quando si parla di tendinopatie ai muscoli della cuffia dei rotatori i tempi di recupero non sono brevi. 

In media, per avere un recupero completo, ci vogliono circa 12 settimane. 

Ovviamente dipende dalla gravità della lesione e in generale i benefici si iniziano a sentire ampiamente prima di quella data.

E se dopo un lungo periodo di trattamento conservativo il dolore non recede e la limitazione funzionale permane?

Nei casi più gravi questa potrebbe essere una possibilità e l’unica soluzione che rimane è l’intervento chirurgico.

Sappi comunque che la chirurgia rimane “l’ultima spiaggia” da tentare in quei rari casi in cui la riabilitazione non dovesse dare esiti positivi. 

In conclusione l’impingement subacromiale, nella maggior parte dei casi, si può affrontare e sconfiggere con un programma personalizzato e seguito da fisioterapisti esperti e noi, in questo tuo percorso, siamo pronti a sostenerti, ad accompagnarti e a restituirti una qualità di vita ottimale.

Per qualsiasi dubbio o chiarimento non esitare a chiamarci.

Questo articolo è stato scritto da Luca Favali.